Gli oli vegetali sono stati utilizzati per molteplici scopi, con la loro integrazione nei cibi, cosmetici e prodotti farmaceutici. Vengono, adesso, sempre più considerati i loro effetti sulla pelle e il suo equilibrio omeostatico.
INNANZITUTTO, LA PELLE
La pelle, l’organo più grande del corpo, funziona da normale interfaccia tra l’ambiente esterno e interno. Per cui, continuamente, protegge il corpo da microrganismi, raggi UV, radiazioni, allergeni e agenti irritanti. Questo suo ruolo è il risultato della sua struttura , in particolare della parte più superficiale, l’epidermide, il cui componente principale sono i cheratinociti che, dopo essersi differenziati in corneociti, contribuiscono alla struttura e funzionalità dello strato corneo (SC).
Lo strato corneo è come un muro, nel quale i corneociti rappresentano i mattoni. Questi ultimi, insieme ai lipidi intercellulari, mantengono l’integrità dello strato corneo e la permeabilità della barriera epiteliale. I lipidi intercellulari sono per lo più acidi grassi saturi a catena lunga (tra C16 e C26): acido palmitico (C16), acido stearico (C18), acido beenico (C22), acido lignocerico (C24). In minore misura, acido oleico (C18), eicosapentainoico (C20), arachidonico (C20), linoleico (C18), gamma-linolenico (C18).
L’IMPORTANZA DELL’IDRATAZIONE
Lo strato corneo agisce come una barriera permeabile e antimicrobica. Quest’ultima funzione è data dalla debole acidità del pH superficiale della pelle e dai peptidi antimicrobici all’interno del compartimento intercellulare. L’idratazione dello strato corneo è fondamentale per la sua integrità.
In presenza di dermatite, l’idratazione dello strato corneo diminuisce e aumenta la perdita di acqua transepidermica. La secchezza della pelle è associata ad una minore funzione della barriera epiteliale.
ROS ED ETA’ DELLA PELLE
L’età della nostra pelle può essere discussa secondo due parametri: cronologici e ambientali. Clinicamente, questi due fattori modificano la pelle per quanto riguarda l’assottigliamento, perdità di elasticità, presenza di rughe, aumento della secchezza e disfunzione della barriera epiteliale. Il primo fattore, il tempo, è dovuto alla senescenza della pelle. Il secondo fattore, l’ambiente, è mediato da imput esterni come i raggi UV, inquinamento dell’aria, fumo, cambi nella temperatura esterna ecc…
L’invecchiamento della pelle è attribuito agli alti livelli di ROS (specie reattive dell’ossigeno) indotti dalle radiazioni UV. I ROS comportano una degradazione del collagene e il suo accumulo nel derma. I livelli di ROS sono regolati dagli enzimi antiossidanti nella pelle come la superossido dismutasi, catalasi e glutatione ma, quando la produzione di ROS eccede la capacità difensiva degli antiossidanti, si produce lo stress ossidativo il quale danneggia le cellule della pelle e può perfino portare alla carcinogenesi.
GLI OLI VEGETALI
Gli oli vegetali sono stati sempre usati a scopi cosmetici e medici perché si sono dimostrati avere molti benefici fisiologici. Per esempio, l’applicazione di oli vegetali può agire come barriera protettiva sulla pelle attraverso un effetto occlusivo, risultando in una minore perdita di acqua intercellulare. In aggiunta, i prodotti a base di oli vegetali, a uso topico, hanno il vantaggio di una grande biodisponibilità e agiscono in modo localizzato, piuttosto che sistemico.
Diversi studi hanno evidenziato come gli oli di mandorla, jojoba, soia e avocado, quando applicati topicamente, per lo più rimangono sulla superficie della pelle, senza penetrare in profondità nello strato corneo. Sebbene i trigliceridi non entrano in profondità, il glicerolo contribuisce all’idratazione dello strato corneo. Altri composti, come fenoli e tocoferoli esibiscono un effetto antiossidante e possono modulare processi come l’infiammazione, l’omeostasi della barriera epiteliale e rimarginazione.
In particolare, è bene chiarire che ogni olio (meglio, acido grasso) ha un suo effetto sulla pelle. Ad esempio, l’acido linoleico ha un ruolo diretto nel mantenimento dell’integrità della permeabilità della barriera epiteliale e possiede proprietà antiproliferanti. Invece, l’acido oleico causa interruzioni nella barriera e, eventualmente, induce dermatite in applicazioni topiche fatte in modo continuo. In aggiunta, gli oli vegetali sono anche stati studiati come agenti favorenti la penetrazione (ad esempio, il trasporto transepidermico di sostanze chimiche). Ricerche hanno suggerito che oli composti per lo più da acido oleico (monoinsaturo) aumentano la permeabilità della pelle maggiormente rispetto ad oli che contengono una pari percentuale di monoinsaturi e polinsaturi. Se volessimo ordinare dal più efficacie (sotto questo aspetto): olio di oliva, olio di cocco, olio di semi d’uva, olio di avocado.
Gli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi possono influenzare la risposta infiammatoria. Applicazioni topiche di linolenico, linoleico e oleico possono modulare la rimarginazione delle ferite della pelle post-intervento, con l’acido oleico che si dimostra efficace nella rimarginazione, al contrario degli altri due.
Riferimenti
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